NTV, primo e per ora unico competitore di Trenitalia del gruppo
Ferrovie dello Stato nel trasporto ferroviario ad alta velocità, nel 2007 ordina
ad Alstom la sua flotta di 25 treni AGV575 progressivamente entrati in servizio
dal 2012. Treni più moderni ed efficienti di quelli allora operati da
Trenitalia, che sono stati concepiti qualche anno prima.
Prima di andare avanti però bisogna ricordare cos’è
l’efficienza energetica nell’accezione usata qui. È la capacità di risparmiare
energia a parità di performance (nel nostro caso: risparmiare elettricità a
parità di chilometri/passeggero percorsi).
In Italia vige un meccanismo che attraverso l’attribuzione
dei cosiddetti "certificati bianchi" conferisce a chi fa investimenti in grado di
generare efficienza energetica un reddito aggiuntivo rispetto ai risparmi negli
acquisti di energia. Se gli investimenti rispettano norme specifiche, le
autorità gli conferiscono certificati in misura proporzionale all’energia
risparmiata. E siccome i distributori di energia sono obbligati a comprarli sulla
base di obiettivi di efficienza loro imposti dalla legge, i certificati hanno
un valore sul mercato. Valore che tende a salire quanto più è costoso
raggiungere gli obiettivi di efficienza obbligatori.
Che Derrick sappia, al momento della redazione di questo articolo, quello di cui stiamo parlando è
l’unico grande progetto approvato.
Consul System, che ha assistito NTV nella preparazione della
richiesta al Governo, ha proposto di confrontare, sulla base del numero di
chilometri percorsi dai treni di NTV, i consumi elettrici di questi treni con
quelli medi del sistema ferroviario europeo.
E qui sorgono tre problemi rilevanti sollevati dal GSE:
1) Il parco treni alta velocità italiano precedente
all’ingresso di NTV era già nettamente più efficiente di quello medio europeo a
cui secondo il proponente ci si dovrebbe riferire.
2) I propri dati di consumo addotti da NTV si
riferiscono a simulazioni e non a misurazioni effettive.
3) Non è specificato qual è il coefficiente medio
di riempimento di passeggeri che si suppone per la futura circolazione dei
treni Italo. Né se, invece, ci si riferirà al numero di passeggeri
effettivamente trasportati.
Quest’ultimo punto è decisivo e merita un approfondimento.
Dicevamo prima che l’efficienza energetica nei trasporti pubblici si misura
calcolando consumi energetici per unità di distanza e di passeggero. È evidente
che sulla base di questo indicatore anche il treno più efficiente del mondo ha
consumi proibitivi se trasporta pochi passeggeri, pur restando in media il treno il
mezzo collettivo più economico dopo il bus in termini di costi vivi energetici.
In generale, per chiederci se i nuovi treni NTV abbiano reso più o meno efficiente
il trasporto ferroviario italiano ad alta velocità dovremmo confrontare i
consumi complessivi, divisi per passeggero e chilometro, prima di Italo, con
quelli dopo Italo.
Ma i dati pubblici sui passeggeri nella rete alta velocità
del nostro sistema ferroviario, che Derrick sappia, sono carenti. Cosa
abbastanza riprovevole, se pensiamo che la rete è stata pagata in buona parte
con le tasse e ha natura pubblicistica e di monopolio legale. Speriamo su
questo che l'Autorità dei trasporti, che peraltro riporta numeri
perlopiù aggregati del trasporto ferroviario nella sua prima relazione annuale,
si dia da fare in termini di richieste di trasparenza agli operatori.
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Cos'è l'efficienza energetica nei trasporti? (Un Concorde fotografato da Derrick
all'aeroporto parigino di Le Bourget)
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Dati di una relazione Enea alla Camera
(purtroppo un po’ vecchi) e dell’Autorità Trasporti (non più disponibili online a marzo 2016 purtroppo) mostrano una tendenza
recente a un aumento dell’offerta di treni cui non fa seguito l’aumento della
domanda, con conseguente minor riempimento dei treni.
Per analogia, è ragionevole
immaginare che la concorrenza tra Trenitalia e Italo abbia inizialmente ridotto il riempimento medio dei convogli alta velocità, a causa del repentino
aumento della capacità di trasporto offerta.
Se questo è vero, nel breve periodo i costi energetici per
passeggero e chilometro trasportato sono aumentati, e non si può parlare di maggior efficienza energetica complessiva nel trasporto
ferroviario ad alta velocità subito dopo l’ingresso di Italo. È probabilmente anche vero, però, che la disponibilità di un nuovo servizio di massa di trasporto veloce sulle linee AV ha la possibilità di cambiare le abitudini del pubblico e attrarre nuovi clienti, cosa che sta già avvenendo.
Quel che ci premeva, con questa digressione, è vedere come misurare l'efficienza energetica nei trasporti sia una questione complicata, soprattutto in assenza di dati pubblici adeguati. E il meccanismo proposto per sussidiare Italo nemmeno aspira a provarci.
I pedaggi sulla rete ferroviaria
I treni in Italia non pagano effettivamente l’energia che
consumano, la quale non viene misurata a livello di singolo convoglio. Invece, il pedaggio per l'uso della rete spalma tra tutti i treni i costi per l’energia di trazione.
Con il cosiddetto “tagliabollette” contenuto nel decreto
competitività del Governo Renzi di inizio 2015 sono stati ridotti (secondo
Derrick più che opportunamente) gli sconti elettrici in favore della rete
ferroviaria italiana, mantenendoli solo per la quota di servizio universale,
cioè per quei treni che circolano con logiche e prezzi di servizio pubblico
regolato.
Di conseguenza RFI ha incrementato la parte energia dei pedaggi alle
società di trasporto ferroviario per gli altri treni, tra cui l’alta velocità. Con
un aumento dei costi totali per i vettori passeggeri e merci commerciali che
veniva stimato in circa 100 milioni di Euro l’anno totali in un’audizione di
Ferrovie dello Stato al Senato nel luglio 2014.
L'interrogazione Vallascas
Andrea Vallascas, parlamentare del M5S, ha espresso in
un’
interrogazione il sospetto che l’operazione dei certificati bianchi a NTV sia semplicemente un aiuto di Stato. Tesi che Derrick condivide, anche se per ragioni in parte
diverse.
Sentiamo su questo Elisa Borghese con Andrea Vallascas:
Ancora e più specificamente:
Dunque per Andrea Vallascas i sussidi su un risparmio energetico inesistente sono semplicemente un modo per riprendere dalla bolletta elettrica di tutti noi quello che le si era tolto con il tagliabollette.
Una tesi interessante, ma che si presta anche a una forte controdeduzione: grazie a un intervento dell’Autorità dei trasporti la componente non energetica dei pedaggi pagati alla rete dai treni commerciali recentemente è scesa in modo da più che compensare l’aumento di quella energetica avvenuto in seguito al tagliabollette. Se è così, i vettori ferroviari non hanno da ciò alcun maggior costo su cui reclamare rifusioni.
La disciplina UE degli aiuti di Stato per la tutela ambientale
Quando un contributo pubblico a un investimento
vantaggioso per l’ambiente è accettabile secondo le regole UE?
La prima
condizione è che la valutazione economica degli effetti positivi superi quella
degli effetti negativi, questi ultimi legati alla distorsione della concorrenza
nei settori coinvolti. Quindi l’aiuto dev’essere proporzionato ai risultati e, naturalmente,
necessario.
In che senso necessario? La prova del nove della disciplina
UE è che senza l’aiuto il soggetto coinvolto non avrebbe compiuto l’azione con
effetti ambientali vantaggiosi, che invece l’aiuto rende possibile. È una cosa
ovvia: se non vale questa condizione il trasferimento pubblico non può a logica
essere considerato utile al comportamento virtuoso.
Bene. Abbiamo già visto che NTV ha ordinato
i treni nel 2007. E che solo nel 2013 ha
richiesto tramite una società di consulenza specializzata l’incentivo
attraverso la modalità “Grandi progetti” di efficienza energetica. Questo viola la condizione della
disciplina
europea sugli aiuti ambientali pubblici. A meno che NTV non possa dimostrare
che il consumo dei suoi treni cambierebbe in assenza dei certificati bianchi,
oppure che questi treni verrebbero tolti dal servizio.
La risposta del Governo del 24/3/2016 all'interrogazione Vallascas
Il viceministro dello
Sviluppo economico Bellanova ha
risposto in forma scritta all’interrogazione Vallascas. Confermando in un passaggio proprio quello che si sostiene qui sopra riguardo al fatto che (parole del viceministro) “ai risparmi imputabili ad iniziative o tecnologie che risultano essere, di
per sé, competitive e commerciabili senza incentivi […] non possono essere
associati certificati bianchi”. E poi, poco sotto, affermando (senza alcuna logicità comprensibile a Derrick) che i risparmi “addizionali” dei treni Italo sono invece legittimamente
sussidiabili. (Forse lo staff del viceministro confonde la condizione
di indispensabilità degli aiuti alla decisione di investimento con la maggiore
efficienza energetica di Italo rispetto ai treni già in uso? In realtà sono due requisiti indipendenti, non conseguenti l'uno dall'altro).

Il Governo prosegue
poi quantificando in 8 milioni di Euro i trasferimenti dalle bollette a NTV nel
2015, citando fonti di stampa e non i dati che il GSE, agenzia proprio del
Governo che si occupa di questo e altri meccanismi di incentivi energetici,
avrebbe potuto più autorevolmente fornire. (A Derrick, per inciso, risultano
circa 14 milioni, proprio dall’elaborazione di dati dal
rapporto annuale sui certificati bianchi del GSE - tabella a pag. 34, riportata qui sopra, dove la colonna "GP" è proprio quella dedicata all'unico "grande progetto" sussidiato nel 2015, quello di NTV).
Il Governo cita anche la necessità di misurare in qualche modo i risparmi
resi possibili dai treni Italo. Infatti, come abbiamo visto sopra, proprio il
GSE ha chiesto che NTV predisponga un sistema che permetta questa misurazione. Per
i prossimi anni, quindi, se le richieste del GSE saranno rispettate, il
sistema di calcolo dei sussidi a NTV sarà aggiornato sulla base di dati
consuntivi sui consumi dei treni.
Conclusione
Parecchie volte qui a Derrick abbiamo lanciato allarmi sulla cosiddetta politica industriale (che in Italia è quasi solo costituita da trasferimenti-tampone
ad aziende in difficoltà) la quale carica in modo crescente anche le nostre bollette
dell’energia.
Non ci avventuriamo ora in un bilancio riguardo al fatto che dare
decine di milioni a NTV sia positivo o negativo tenendo conto della utile
concorrenza che NTV ha portato e potrebbe non riuscire più a portare sul servizio
ferroviario passeggeri.
Ma quello che è affermabile è che qui si usano le bollette
per fare un’operazione non giustificabile per quanto riguarda le regole UE degli aiuti all'efficienza energetica. E che viola ogni razionalità: un aiuto non aiuta l’efficienza
se questa è indipendente dall’aiuto stesso.
Grazie a Elisa Borghese coautrice di questo ciclo di Derrick.