| Illustrazione di Paolo Ghelfi |
Vista l’aria di novità, non farò il solito pippone su
quant’è sciocco e sbagliato mettere soldi pubblici per fare uno sconto al pieno
di carburante di chiunque. Oltretutto è anche poco efficace.
Vorrei invece oggi affrontare il tema da un altro punto di
vista, provando a mettermi nei panni di un Governo in fase preelettorale. Dal
punto di vista del consenso, quello a cui stiamo assistendo ha senso? Io ho
l’impressione di no e ora provo ad argomentare perché.
Mettere soldi pubblici prima delle elezioni in misure che si
spera facciano piacere agli elettori è un grande classico, c’è una letteratura
economica sui cicli elettorali della spesa.
Quel che abbiamo visto con le accise sui carburanti dopo
l’inizio della guerra del Golfo è una sequenza di operazioni di emergenza,
sempre finanziate per periodi relativamente limitati – in qualche caso come per
l’ultima proroga di fine agosto limitatissimi – ma che tutti insieme hanno
trasformato l’atto politico dello sconto non più in una novità positiva per gli
automobilisti bensì in una maratona di incertezza, per l’aspettativa che il pur
piccolo sconto s’interrompa a un certo punto, cosa che dovrà pur avvenire se il
Governo per finanziare l’ulteriore proroga non vorrà dover vendere la Sardegna
come in uno sketch di Corrado Guzzanti nei panni del ministro delle finanze
Tremonti.
E il contesto finanziario non è buono, con rendimenti dei
titoli di Stato di mezzo mondo in aumento e in generale tassi d’interesse verso
l’alto.
Ma se la fine dello sconto avverrà prima della fine della
crisi cosa ricorderanno gli elettori sensibili al tema del governo più longevo
della storia della Repubblica? Ricorderanno la mancata proroga più dell’esoso
lungo sconto. Tutti i soldi messi sullo sconto delle accise fino a ora,
paradossalmente, potrebbero avere l’effetto di far arrabbiare gli elettori
proprio a ridosso delle urne. Se non fossero stati messi, ci sarebbe invece
forse il budget per un gesto preelettorale gradito in materia.
Staremo a vedere, dunque. Taglio del sussidio sotto
elezioni, o vendita della Sardegna?