domenica 6 settembre 2026

Fine dello sconto sul diesel o vendita della Sardegna? (Puntata 735 in onda l'8/9/26)

Illustrazione di Paolo Ghelfi
Questa puntata si può ascoltare qui.

Benvenuti alla prima puntata di Derrick in versione domenicale su Radio Radicale, con vicini di palinsesto molto autorevoli.

Vista l’aria di novità, non farò il solito pippone su quant’è sciocco e sbagliato mettere soldi pubblici per fare uno sconto al pieno di carburante di chiunque. Oltretutto è anche poco efficace.

Vorrei invece oggi affrontare il tema da un altro punto di vista, provando a mettermi nei panni di un Governo in fase preelettorale. In termini di consenso quello a cui stiamo assistendo ha senso? Io ho l’impressione di no e ora provo ad argomentare perché.

Mettere soldi pubblici prima delle elezioni in misure che si spera facciano piacere agli elettori è un grande classico, c’è una letteratura economica sui cicli elettorali della spesa.

Quel che abbiamo visto con le accise sui carburanti dopo l’inizio della guerra del Golfo è una sequenza di operazioni di emergenza, sempre finanziate per periodi relativamente limitati – in qualche caso come per l’ultima proroga di fine agosto limitatissimi – ma che tutti insieme hanno trasformato l’atto politico dello sconto non più in una novità positiva per gli automobilisti bensì in una maratona di incertezza, per l’aspettativa che il pur piccolo sconto s’interrompa a un certo punto, cosa che dovrà pur avvenire se il Governo per finanziare l’ulteriore proroga non vorrà dover vendere la Sardegna come in un vecchio sketch di Corrado Guzzanti nei panni dell'allora ministro Tremonti.

E il contesto finanziario non è buono, con rendimenti dei titoli di Stato di mezzo mondo in aumento e in generale tassi d’interesse verso l’alto.

Ma se la fine dello sconto avverrà prima della fine della crisi cosa ricorderanno gli elettori sensibili al tema del governo più longevo della storia della Repubblica? Ricorderanno la mancata proroga più dell’esoso lungo sconto.

Tutti i soldi messi fino a ora, paradossalmente, potrebbero avere l’effetto di far arrabbiare gli elettori proprio a ridosso delle urne. Se non fossero stati messi, ci sarebbe invece forse il budget per un gesto preelettorale gradito in materia.

Staremo a vedere. Taglio del sussidio sotto elezioni, o vendita della Sardegna?

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