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martedì 4 giugno 2024

Energia nucleare: intervista a Gilberto Dialuce (Puntata 625 in onda il 4/6/24)

Il 28 maggio 2024, a margine di un evento per giornalisti sull’energia nucleare con Governo e esperti, ho fatto qualche domanda al presidente Enea Gilberto Dialuce, che ci parla delle prospettive di costo di nucleare e rinnovabili, di necessità di sostituire i vecchi impianti francesi e immagina anche scenari di piccoli reattori asserviti ai distretti industriali italiani.

Il punto debole mi sembra l’idea di inserire una tecnologia a produzione costante proprio quando un consumo costante al netto delle rinnovabili non esisterà più, con necessità quindi di stoccare non solo l’energia da rinnovabili nelle ore di sovrapproduzione, ma anche il nucleare in forma di idrogeno o altro. Ma sentiamo Dialuce anche su questo:

https://youtu.be/OHVFy-2uAvo?si=98rN1t7GA5Dwieah&t=36

Grazie davvero a Gilberto Dialuce presidente di Enea che speriamo di riavere presto a Derrick.

L’intero evento del 28 maggio è disponibile in audio e video sul sito di Radio Radicale, qui.


martedì 8 novembre 2016

Terremoto in finanziaria - D292

I terremoti del versante Ovest dei monti Sibillini di ottobre [2016] culminati nella violentissima scossa del 30 mattina hanno avuto la piccola fortuna di avvenire in prossimità della presentazione alle Camere e all’Unione Europea del disegno di legge di bilancio 2017, che rafforza notevolmente gli sconti fiscali per gl’investimenti in riqualificazione anche antisismica degli edifici nelle zone di rischio 1,2,3 (quindi anche l’intera Roma, per esempio, è inclusa).

Una vista serale da un palazzo di piazza Venezia a Roma
(Foto di Giosetta Ciuffa)
Lo strumento è sempre quello della detraibilità parziale dall’IRPEF delle spese sostenute, in rate annuali e con un ammontare massimo. Ma sono i livelli e le condizioni a essere stati innovati, con un criterio comune sia per la riqualificazione energetica che per quella antisismica, cioè l’aumento dei vantaggi e della durata della vigenza del beneficio per gli interventi nelle parti comuni degli edifici. Anche i tetti massimi di spesa detraibile sono aumentati rispetto al passato, e dipendono dall’efficacia dell’intervento. Nel caso di forte miglioramento della resistenza ai sismi (-2 classi di rischio), la detrazione può raggiungere l’85% delle somme se le ristrutturazioni interessano parti comuni degli edifici, su un massimo di spesa elevato a 96000 Euro per ogni unità immobiliare, più del doppio rispetto agli interventi di riqualificazione energetica. La cosa ulteriormente interessante è che la detrazione si svolge in 5 anni e non 10 come per gli altri interventi che non interessano la resistenza ai sismi.
Dunque, tenendo conto degli attuali tassi di interesse, del breve lasso di tempo di rientro e dell’ammontare della detrazione, si può dire che gli edifici possano essere messi in sicurezza quasi del tutto a spese dello Stato.

E se lo fanno tutti?
Sospetto però che se in tanti usufruissero di questi vantaggi difficilmente lo stesso Stato potrebbe onorarli. Se mezzo milione di edifici di dieci appartamenti venissero ristrutturati nel 2017 per migliorarne drasticamente la resistenza ai terremoti, i proprietari acquisirebbero il diritto a sconti fiscali complessivi fino a oltre 400 miliardi, di cui più di 80 esigibili già con la dichiarazione dei redditi 2018, pari a oltre la metà dell’intera spesa sanitaria pubblica annuale.

È anche vero che se per lo Stato la spesa per una simile mobilitazione sarebbe proibitiva, lo sarebbe di più anticipare le cifre per i privati. Il che è uno dei motivi principali per cui fino a ora il meccanismo delle detrazioni per le spese edilizie e di efficientamento ha funzionato perlopiù per interventi modesti, non strutturali e nei singoli appartamenti.


Cessione del credito?
La proposta di legge di bilancio del Governo affronta il problema prevedendo la possibilità di cedere il credito delle future detrazioni a chi svolge i lavori o a privati, ma esplicitamente vieta di farlo verso intermediari finanziari. La ratio di questo strano divieto mi sfugge, e mi sembra anche incoerente con quanto lo stesso Governo aveva ipotizzato con il cosiddetto “piano periferie”, di cui ha parlato a Derrick il presidente dell’Enea, che addirittura prevedeva una garanzia pubblica per gli istituti di credito che anticipassero i costi delle ristrutturazioni agli edifici.
In ogni caso, il fisco decisamente sembra voler fare la sua parte per la messa in sicurezza conservativa degli edifici. Resta la grande assente: un’iniziativa per la demolizione e ricostruzione.

Link

Derrick sugli incentivi fiscali all'efficienza energetica 2016 (poi modificati con la legge di bilancio 2017)

domenica 10 luglio 2016

Derrick speciale (video): intervista a Federico Testa presidente Enea

Negli studi di Radio Radicale intervisto Federico Testa, presidente di Enea, agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile.
  • A che punto è l'Italia riguardo agli obiettivi propri ed europei di efficienza energetica?
  • Quali ostacoli, in particolare finanziari, impediscono ulteriori investimenti?
  • Efficienza energetica ed edilizia pubblica e privata: ristrutturare o rottamare l'edilizia postbellica inefficiente e non antisismica?
Il video, di poco più di mezz'ora, è qui.