domenica 20 settembre 2026

La tassa più odiata (Puntata 737 in onda il 20/9/26)

Illustrazione di Paolo Ghelfi

Questa puntata si può ascoltare qui

Riparto dalla scorsa puntata sulle banche per dar conto con piacere che Fineco ha accettato il mio modulo con firma elettronica con la app gratuita pubblica CIE Sign associata alla carta d’identità elettronica, anziché firma a penna su carta da mandare in foto. Una buona notizia.

Come scrisse Irving Hirshman sul suo Exit, Voice and Loyalty, per aumentare la qualità dei servizi bisogna farsi sentire, soprattutto nei settori con poca concorrenza dove l’opzione dell’”exit” è difficile. 

Grazie a tutti in anticipo di segnalazioni su altri casi rilevanti di barriere burocratiche ingiustificate in servizi critici, e grazie in anticipo ai soggetti menzionati per repliche o critiche a cui daremo ampio spazio.

Passiamo al tema di oggi. L’Italia rispetto agli altri paesi OCSE ha più automobili private per abitante, a livello mondiale è uno dei paesi più danneggiati da inquinamento e ha città ancora spesso ostaggio di auto in sosta o in lento movimento che vanificano in parte la qualità del servizio di trasporto pubblico su gomma. Ha infine diffusioni di mobilità condivisa, leggera ed elettrica inferiori ai Paesi simili.

La decisione del Governo di mettere oltre due miliardi pubblici sull’abolizione del bollo auto sembra pensata per allargare il ritardo in tutte queste dimensioni. E contraddice uno degli obiettivi generali del PNRR: la riduzione dei sussidi fiscali dannosi all’ambiente. PNRR d cui pure si pasce e di cui potrebbe mettere in discussione il pagamento dell’ultima tranche a fine settembre [2026]:

D’altra parte, se è la tassa più odiata, come riferisce la Presidente del Consiglio, come opporsi alla sua cancellazione?

Se il Consiglio dei ministri non ha anche abolito la necessità di pareggiare i conti, sarà interessante vedere quali tasse meno odiate verranno aumentate per finanziare la misura. Magari l’IRPEF già elevatissima anche per i redditi medi, che invece doveva abbassarsi?

Se le controindicazioni sopra sono forse poco interessanti per il pubblico cui si rivolge il Governo, altre potrebbero invece farvi breccia. Per esempio il prevedibile arrivo sul mercato italiano di modelli di auto 2027 coi software aggiornati per abbassare alla soglia di 80 kW la potenza nei motori che la sforano di poco, mentre quelli sopra soglia già prodotti occhieggeranno invenduti negli autosaloni o perderanno il loro valore sul mercato dell’usato.

“Di’ anche cose positive!” mi scrivono ogni tanto sulla mail di Derrick. Lo faccio ora in chiusura. A ben vedere, il criterio della decisione di palazzo Chigi sul bollo potrebbe essere foriero di efficienza. Se questioni complesse come il fisco sono determinabili con l’applausometro, allora potremmo presto risparmiarci la classe di Governo.

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