Illustrazione di Paolo Ghelfi
Questa puntata si può ascoltare qui
Riparto dalla scorsa puntata sulle banche per dar conto con piacere che Fineco ha accettato il mio modulo con firma elettronica con la app gratuita pubblica CIE Sign associata alla carta d’identità elettronica, anziché firma a penna su carta da mandare in foto. Una buona notizia.
Come scrisse Irving Hirshman sul suo Exit, Voice and Loyalty, per aumentare la qualità dei servizi bisogna farsi sentire, soprattutto nei settori con poca concorrenza dove l’opzione dell’”exit” è difficile.
Grazie a tutti in anticipo di segnalazioni su altri casi rilevanti di barriere burocratiche ingiustificate in servizi critici, e grazie in anticipo ai soggetti menzionati per repliche o critiche a cui daremo ampio spazio.
Passiamo al tema di oggi. L’Italia rispetto agli altri paesi
OCSE ha più automobili private per abitante, a livello mondiale è uno dei paesi
più danneggiati da inquinamento e ha città ancora spesso ostaggio di auto in
sosta o in lento movimento che vanificano in parte la qualità del servizio di trasporto
pubblico su gomma. Ha infine diffusioni di mobilità condivisa, leggera ed
elettrica inferiori ai Paesi simili.
La decisione del Governo di mettere oltre due miliardi pubblici
sull’abolizione del bollo auto sembra pensata per allargare il ritardo in tutte
queste dimensioni. E contraddice uno degli obiettivi generali del PNRR: la
riduzione dei sussidi fiscali dannosi all’ambiente. PNRR d cui pure si pasce e
di cui potrebbe mettere in discussione il pagamento dell’ultima tranche a fine
settembre [2026]:
D’altra parte, se è la tassa più odiata, come riferisce la Presidente del Consiglio, come opporsi alla sua cancellazione?
Se il Consiglio dei ministri non ha anche
abolito la necessità di pareggiare i conti, sarà interessante vedere quali
tasse meno odiate verranno aumentate per finanziare la misura. Magari l’IRPEF
già elevatissima anche per i redditi medi, che invece doveva abbassarsi?
Se le controindicazioni sopra sono forse poco interessanti
per il pubblico cui si rivolge il Governo, altre potrebbero invece farvi breccia.
Per esempio il prevedibile arrivo sul mercato italiano di modelli di auto 2027 coi
software aggiornati per abbassare alla soglia di 80 kW la potenza nei motori che
la sforano di poco, mentre quelli sopra soglia già prodotti occhieggeranno invenduti
negli autosaloni o perderanno il loro valore sul mercato dell’usato.
“Di’ anche cose positive!” mi scrivono ogni tanto sulla mail
di Derrick. Lo faccio ora in chiusura. A ben vedere, il criterio della decisione
di palazzo Chigi sul bollo potrebbe essere foriero di efficienza. Se questioni
complesse come il fisco sono determinabili con l’applausometro, allora potremmo
presto risparmiarci la classe di Governo.
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