| Illustrazione di Paolo Ghelfi |
Filosa ha parlato di 26 miliardi di $ in spese sull’elettrico
improduttive a causa della transizione energetica più lenta del previsto che ha
“distanziato Stellantis dai bisogni reali di molti consumatori”.
Se Filosa si riferisce ai consumatori italiani, importanti
per il gruppo, non ha tutti i torti. L’Italia è uno degli ultimi Paesi d’Europa
per vendita di auto elettriche. Anche senza scomodare la Scandinavia dove la
maggioranza delle auto vendute è elettrica, da noi la quota è tra un terzo e la
metà di quella di Germania o Francia.
E poi ci sono gli USA, altro mercato fondamentale per
Stellantis che lì possiede fabbriche e marchi storici. Negli USA le nuove
politiche hanno eliminato il sistema di disincentivi alle auto endotermiche con
elevati consumi e di incentivi a quelle elettriche, e la domanda di elettriche ne
è attualmente frenata.
Il rischio per chi dipende dalle vendite in paesi ostili al
nuovo prodotto è quello di rendere più lunga l’attesa perché gli investimenti
in innovazione si ripaghino, e di doverli quindi procrastinare: un circolo vizioso
in cui sembra trovarsi Stellantis.
Filosa nelle sue dichiarazioni non menziona i consumatori che
le auto elettriche le comprano sì, ma perlopiù dalla concorrenza, in una fase
in cui l’elettrico, almeno fuori dall’Italia, ha smesso di essere un settore di
nicchia. Nel 2025 delle oltre 20 milioni di auto di elettriche prodotte al
mondo (includendo le ibride plug-in) più di una su tre l’hanno venduta i due
principali produttori cinesi (BYD e Geely) e poco meno di una su dieci Tesla. Tra
gli europei il gruppo più forte è Volkswagen con una quota di mercato mondiale
di circa il 6%. Stellantis si è fermata al 2%.
Cos’hanno in comune i produttori che vendono bene le
elettriche? Che o sono elettrici nativi o ci hanno investito prima di altri. A
quest’ultima categoria appartiene Volkswagen che già un paio d’anni dopo lo
scandalo del dieselgate lanciò una piattaforma annunciando investimenti di
circa 50 miliardi di €, e oggi vende tre volte le elettriche di Stellantis.
La concorrenza è intensa, e solo chi ha già raggiunto efficienza
e qualità elevate riesce a far soldi sui nuovi prodotti. In un mercato che oltre
alla presenza di produttori nuovi vede una domanda destinata a restringersi
quando la rivoluzione della guida autonoma – applicata ad auto elettriche, ça
va sans dire - renderà necessarie meno auto a parità di esigenze di mobilità.
Quando, in altri termini, tutte le città del mondo e non solo le più
lungimiranti smetteranno di essere occupate da auto in sosta o in lento
movimento.
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