domenica 25 ottobre 2026

Scenari gas (Puntata 742 in onda il 25/10/26)

Questa puntata si può ascoltare qui.

Snam e Terna sono le due aziende regolate che sviluppano e gestiscono rispettivamente gran parte della rete ad alta pressione del gas in Italia e tutta quella ad alta tensione elettrica (sto semplificando). Come previsto dalle regole, le due organizzazioni redigono insieme periodicamente scenari sulle prospettive italiane dell’energia, che diventano poi la base per proporre i piani di sviluppo delle reti.

L’ultimo documento di descrizione degli scenari, così si chiama, stupisce per un dato: la previsione al 2030 di consumi di gas in Italia quasi immutati rispetto a quelli attuali (62,3 miliardi di metri cubi contro i 63,4 del 2025), pur con un calo sensibile del consumo di gas previsto per la generazione elettrica.

Quest’ultimo un calo ovvio, visto che in Italia ogni anno abbiamo installato circa 7 GW di nuovi impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili negli ultimi 3 anni, con prospettive di incremento in reazione all’ennesima crisi del gas, e che l’energia prodotta dalle rinnovabili non può che scalzare quella da gas, avendo costi variabili pressoché nulli.

Ma se il consumo termoelettrico di gas cala, evidentemente Snam e Terna ne vedono un aumento in altri comparti, in particolare quello civile, cioè domestico, per riscaldamento, acqua calda e cucina, pur in un contesto dove chi ristruttura casa o grandi edifici residenziali perlopiù abbandona gli impianti a gas a favore di pompe di calore e cucine a induzione che sono più efficienti e salubri, e lo stesso fanno in modo crescente i consumatori industriali per la generazione di calore soprattutto a bassa e media temperatura in settori come l’alimentare, il cartario, il tessile.

Dunque i gestori delle reti energetiche prevedono un’inversione della tendenza all’elettrificazione dei consumi, alla faccia della strategia italiana e dei trend europei e non solo.

Ora, se è vero che le pompe di calore di recente in Europa sono cresciute meno, è anche vero che nuove regole sugli edifici sono in arrivo per stimolarle e che immaginare un riflusso verso il gas significa non solo scommettere contro le politiche, ma anche a mio avviso contro il verosimile.

Al convegno NetZeroMilan 2026, il 20 ottobre scorso, Livio Desantoli, membro del collegio dell’Autorità per l’Energia, ha stigmatizzato questa incoerenza, come ha scritto Giulio Meneghello di QualEnergia in un articolo di cui metto il link sul blog Derrick Energia.

Gli azionisti dei gestori delle reti del gas hanno interesse a ritorni economici più alti possibile e quindi a proporre scenari che giustifichino investimenti anche sul gas, ma questi scenari dovrebbero credo o essere coerenti con le politiche pubbliche, oppure generare un confronto anch’esso politico e trasparente per risolvere l’incoerenza.

Nel Regno Unito, la predisposizione di scenari e la pianificazione delle reti è stata recentemente separata dalla loro gestione e sviluppo, riportandola sotto il diretto controllo del Governo. L’esperienza dei prossimi anni ci permetterà di valutarne gli effetti.


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