| Illustrazione di Paolo Ghelfi |
Avete mai preso un treno Frecciabianca per Genova da Roma? È
un’esperienza affascinante sia per la lentezza e il panorama, sia per l’uso di un
treno (l’ETR460) diretto discendente dallo storico pendolino, il treno FIAT capace
di inclinarsi di lato un po’ come una moto per essere più confortevole in
tratte non rettilinee. Oggi i pochi ETR460 ancora in servizio non pendolano più:
la funzionalità è stata disattivata per complicazioni di manutenzione e secondo
la voce di Wikipedia Trenitalia li ha messi in vendita.
Benvenuti alla puntata 708 di Derrick scritta con Michele
Palermo, ingegnere ferroviario ed ex ferroviere.
Torniamo al Frecciabianca: oggi quando lascia Termini si
dirige a Est e poi a Sud, passando per le stazioni Tuscolana, Ostiense, per poi
iniziare finalmente un’ansa a Ovest per Trastevere, proseguire la curva per San
Pietro, Roma Aurelia e infine dirigersi verso il Tirreno dopo aver circumnavigato
buona parte della capitale.
Potrebbe passare da Nord e raggiungere direttamente
l’Aurelia verso il Tirreno? Oggi no, perché l’anello ferroviario non è
completo: gli manca il pezzo tra le stazioni di Val d’Ala e Vigna Clara.
Se nel caso del Frecciabianca il passaggio a Sud per quanto
lento non allunga poi tanto, è significativo che le relazioni tra Roma
Tiburtina e Cesano, nella zona del lago di Bracciano, a Nord-Ovest della città,
prevedano anch’esse di doppiare a Sud la città.
L’unico progresso relativamente recente rispetto al futuro
anello è stato il collegamento tra Vigna Clara e Valle Aurelia, già realizzato
per i mondiali di calcio del ’90 insieme alla stazione Vigna Clara e poi
abbandonato fino a una decina d’anni fa, poi di nuovo bloccato da opposizioni
degli abitanti vicini alla stazione. (Sì, è piuttosto desolante che in una
metropoli che ha disperatamente bisogno di binari qualcuno che ne viene
raggiunto cerchi di impedirli).
Già nel 1892 era stato presentato il progetto per una linea
che, raccordando la stazione di Roma S. Pietro alla linea per Orte, avrebbe
completato l’anello intorno al centro di Roma passando sotto alla via Aurelia
nell'area delle attuali circonvallazioni Clodia e Trionfale.
I lavori vennero avviati nel 1913 ma poi sospesi più volte e
definitivamente interrotti nel 1931, quando si era quasi giunti al
completamento delle opere e della posa dell'armamento, comprensivo di doppio
binario ed elettrificazione. Una delle due canne dell’attuale galleria stradale
sull’Olimpica tra Tor di Quinto e Corso Francia è proprio la galleria
ferroviaria, poi abbandonata.
Oggi, il raddoppio del binario tra Valle Aurelia e Vigna
Clara è l’unica opera in corso di costruzione. Occorrerà poi raggiungere Tor di
Quinto creando un interscambio con la linea Roma-Viterbo gestita dalla Regione
Lazio e in fase di ammodernamento, superare il Tevere con un ponte, poi la
Salaria e congiungersi alla linea esistente nei pressi della stazione Val D’Ala,
vicino a dove passa anche l’alta velocità per Firenze.
Lavori dall’impegno stimato nell’ordine del miliardo di € e
di cui solo una piccola parte di 30 milioni è stata finanziata, e che non hanno
potuto usufruire del PNRR a causa dei tempi lunghi necessari.
La competenza della realizzazione di questa opera è di RFI,
ma è evidente che i vantaggi saranno anche o soprattutto per la circolazione
urbana di Roma e per i suoi pendolari. Già oggi i ¾ circa di anello esistente
sono un aiuto fondamentale allo spostamento. Perfino da zone relativamente
centrali come quella della stazione Trastevere, il modo di gran lunga più
veloce per raggiungere Termini o Tiburtina è il treno, benché si allontani dal
centro. Migliori interconnessioni potranno integrare il sistema dei trasporti
pubblici urbani in modo da renderlo più attrattivo anche ai troppi che si
ostinano a usare l’auto.
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