martedì 21 giugno 2016

L'elettricità del futuro - D282

Da dove verrà l’energia elettrica del futuro? Il 13 giugno [2016] è uscito il nuovo numero di un outlook di Bloomberg New Energy Finance (BNEF) di cui parla diffusamente, tra gli altri, un articolo di Karen Beckman sull’Energy Post.
Rapporti di questo tipo non li definirei propriamente “previsioni”, se mai esercizi di scenario che quasi sempre si basano anche su ipotesi sulle politiche pubbliche da cui dipendono i numeri stessi. Politiche influenzare le quali è per giunta obiettivo di questi studi…
Detto questo, vediamone le conclusioni più rilevanti secondo Derrick:

  1. Gas e carbone continueranno a costare industrialmente poco, e con loro costerà poco l’elettricità prodotta usandoli, al netto di politiche per internalizzarne i danni ambientali. Si tratta di una tendenza a cui ci stiamo già abituando e che si vede da un po’ nella componente energia, sempre più magra, delle nostre bollette.
  2. Anche i costi di produrre energia da sole e vento scenderanno. Entro il 2030 queste tecnologie saranno le più economiche per produrre elettricità in quasi tutto il mondo. L’eolico di terra, già oggi la fonte rinnovabile elettrica più economica, costerà oltre un terzo in meno che oggi in media, fino a raggiungere nel 2025 secondo lo studio i 5 centesimi di dollaro al kWh. Il solare fotovoltaico addirittura dimezzerà i prezzi e sarà solo di poco meno economico. Attenzione però: le ipotesi dietro questi numeri sono inevitabilmente opinabili, soprattutto perché i trend tecnologici potrebbero avere discontinuità che oggi non immaginiamo, e perché i costi – sostanzialmente di investimento – di queste fonti dipendono molto da variabili macroeconomiche come i tassi di interesse, che sono esogene rispetto allo studio.
  3. L’Asia e le aree del Pacifico da sole saranno la sede della maggioranza degli investimenti in generazione elettrica.
    Il nuovo quartere di Porta Nuova a Milano
    visto da Derrick dall'ultimo piano di Palazzo Lombardia
  4. Le auto elettriche faranno il boom e nel 2040 avranno il 35% di quota di mercato secondo l’outlook del BNEF tra i veicoli da trasporto leggero su gomma. Questo avverrà in parallelo con lo sviluppo di batterie economiche rispetto a oggi.
  5. Nella produzione di elettricità secondo l’outlook non ci sarà un boom del gas in attesa della decarbonizzazione (invece anticipato negli anni scorsi dalla IEA). Ci sarà invece una crescita del carbone trainato in primis dall’Asia (India in particolare) e dall’Africa, in completa divergenza rispetto al forte calo in Europa determinato dalle politiche locali. (L’ipotesi naturalmente è che nei Paesi in via di sviluppo i consumi totali di energia aumenteranno di molto, questo rende compatibile il boom del carbone con quello delle rinnovabili).

Infine, la brutta notizia: la tendenza naturale degli investimenti in generazione elettrica, quella descritta in questi punti e che lo studio quantifica in oltre 9 mila miliardi di dollari, non sarà sufficiente a garantire il contenimento dell’aumento della temperatura globale in due gradi rispetto al livello preindustriale. Per raggiungere l’obiettivo, servirebbero oltre 5 mila miliardi in più entro il 2040 per stare sotto le 450 parti per milione di CO2 in atmosfera considerate soglia massima di sicurezza dall’ONU.

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