martedì 17 aprile 2018

Divertor Tokamak Test a Frascati (Puntata 353 in onda il 17/4/2018)

Recentemente abbiamo visto sui giornali che all’Enea di Frascati si farà un impianto sperimentale chiamato Divertor Tokamak Test, utile alla ricerca europea per la realizzazione di reattori nucleari a fusione.
Il Tokamak sperimenterà tecniche per confinare e controllare le enormi quantità di energia emesse dalla fusione.
Un primo reattore sperimentale di questo tipo è in costruzione in Francia, e per metà di questo secolo è ipotizzato il primo impianto in grado di produrre affidabilmente energia elettrica da fusione nucleare.

Ho sentito Evio Cipollone, chimico già ricercatore sui reattori nucleari cosiddetti surgeneratori, tipo Super-Phénix, sempre nell'ambito del programma europeo per i reattori veloci, ora impegnato nel campo della ricerca e della protezione ambientale.

La prima domanda per Cipollone riguarda il fine principale della macchina di Frascati.



Quali vantaggi avremo con i reattori a fusione rispetto agli attuali a fissione?



A Derrick abbiamo già visto che il nucleare, caratterizzato da costi altissimi in singoli siti, comporta problemi di governance e di sostenibilità economica che rendono questi impianti difficili, anzi, stando alle esperienze fino ad ora, impossibili da gestire se non con l’intervento diretto dello Stato e quindi con logiche diverse da quelle di un mercato dell’energia sempre più diffuso, contendibile e aperto a nuovi operatori.
Sentiamo Cipollone su questo:



Una conclusione potrebbe essere che da un lato la ricerca europea sulla fusione nucleare potrà portare a risolvere parte dei problemi ambientali dell’attuale nucleare termoelettrico, con ricadute positive di avanzamento tecnologico anche in altri settori, dall’altro differenti problemi di questi impianti, legati alla governance e al grande rischio finanziario, probabilmente resteranno.

Grazie dunque a Elvio Cipollone, e a Kora Millet che mi ha dato l’idea per questa puntata.


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