| Illustrazione di Paolo Ghelfi |
L'attuale disciplina del bilancio pubblico per fortuna
obbliga il nostro Governo a tenerne traccia, e sancisce valori di sussidi pubblici
dannosi all’ambiente per circa 20 miliardi di euro all’anno.
Uno dei settori dove in Italia facciamo particolarmente male
è il trattamento economico dei concessionari di aree demaniali. Molti sanno che
quasi regaliamo l’uso delle spiagge ai lidi privati, che perlomeno non le distruggono
permanentemente, in meno forse sanno che l’estrazione di petrolio e gas o di materiali
vergini di cave sono in generale troppo economici in Italia quando non
addirittura gratuiti, e che le cose sono rese peggiori nel caso delle cave per
scarsa vigilanza sulle concessioni.
Regalare o quasi risorse naturali pubbliche ai concessionari
significa dar via un patrimonio non rinnovabile a condizioni che da un lato non
ne incentivano la giusta valorizzazione e quindi maggiore conservazione, né l’uso
di materiali alternativi riciclati, dall’altro impoveriscono tutti noi, che di
quel patrimonio eravamo comproprietari.
Alcuni casi sono più impressionanti di altri. Ho avuto modo di
confrontarmi con Marco Giudici, attuale presidente dell’associazione Apuane Libere
fondata da Gianluca Briccolani, che mi ha raccontato come il parco delle Alpi
Apuane, un circo carsico e naturalistico di eccezionale importanza, nonché
fonte idrica decisiva per la zona, sia devastato dalle cave di marmo gestite sulla
base di norme locali più lasche di quelle di riferimento nazionale, quando non
nella completa illegalità.
L’intervista a Marco Giudici di Apuane Libere è qui.
Link
- L'associoazione Apuane Libere su Facebook e sul web.
- Una videolocandina della camminata pubblica organizzata da Apuane Libere per visitare alcuni dei luoghi il 7 giugno 2026
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