domenica 24 maggio 2026

Alpi Apuane in polvere (Puntata 722 in onda il 26/5/26)

Illustrazione di Paolo Ghelfi
Qui a Derrick abbiamo parlato spesso delle forme con cui le regole, fiscali e non, possono avvantaggiare le attività dannose all’ambiente.

L'attuale disciplina del bilancio pubblico per fortuna obbliga il nostro Governo a tenerne traccia, e sancisce valori di sussidi pubblici dannosi all’ambiente per circa 20 miliardi di euro all’anno.

Uno dei settori dove in Italia facciamo particolarmente male è il trattamento economico dei concessionari di aree demaniali. Molti sanno che quasi regaliamo l’uso delle spiagge ai lidi privati, che perlomeno non le distruggono permanentemente, in meno forse sanno che l’estrazione di petrolio e gas o di materiali vergini di cave sono in generale troppo economici in Italia quando non addirittura gratuiti, e che le cose sono rese peggiori nel caso delle cave per scarsa vigilanza sulle concessioni.

Regalare o quasi risorse naturali pubbliche ai concessionari significa dar via un patrimonio non rinnovabile a condizioni che da un lato non ne incentivano la giusta valorizzazione e quindi maggiore conservazione, né l’uso di materiali alternativi riciclati, dall’altro impoveriscono tutti noi, che di quel patrimonio eravamo comproprietari.

Alcuni casi sono più impressionanti di altri. Ho avuto modo di confrontarmi con Marco Giudici, attuale presidente dell’associazione Apuane Libere fondata da Gianluca Briccolani, che mi ha raccontato come il parco delle Alpi Apuane, un circo carsico e naturalistico di eccezionale importanza, nonché fonte idrica decisiva per la zona, sia devastato dalle cave di marmo gestite sulla base di norme locali più lasche di quelle di riferimento nazionale, quando non nella completa illegalità.

L’intervista a Marco Giudici di Apuane Libere è qui.

Link

  • L'associoazione Apuane Libere su Facebook e sul web.
  • Una videolocandina della camminata pubblica organizzata da Apuane Libere per visitare alcuni dei luoghi il 7 giugno 2026

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