Questa puntata si può ascoltare qui.Illustrazione di Paolo Ghelfi
Abbiamo parlato qualche settimana fa dell’assurda
metanizzazione della Sardegna decisa dal Governo lo scorso settembre e di cui
l’Autorità per l’energia (ARERA) ha messo in consultazione le modalità di
ribaltamento dei costi sulle bollette nazionali del gas. Forse anche come
reazione a quella consultazione, l’Autorità è tornata sulla questione degli
investimenti non necessari sulle infrastrutture per il gas con un atto ancora
più importante, cioè lo scrutinio del piano di sviluppo delle società (principalmente
Snam) che si occupano dello sviluppo e gestione della rete ad alta pressione
dei metanodotti nazionali.
E lo ha fatto con significativi criticismi, benché limitati
in termini di impatto economico, mettendo nero su bianco che una parte degli
investimenti, che gli sviluppatori della rete hanno interesse a fare grazie
alla garanzia di essere più che ripagati in bolletta, non corrisponde invece a
un interesse collettivo dei consumatori d’energia.
Un articolo su QualEnergia di Massimiliano Cassano del 9
luglio analizza l’intervento di ARERA e mi ci affido per riportarne alcuni
punti.
Sui 18 miliardi circa di investimenti proposti dal piano
decennale per le reti gas, ARERA ne boccia circa 2,5, di cui circa 1 relativo
alla metanizzazione della Sardegna.
In un caso l’ARERA si limita a mettere in evidenza la
contraddizione tra gli stessi scenari energetici che Snam contribuisce a
redigere e le proposte di investimento. Una parte dell’infrastruttura sarda
infatti servirebbe a collegare un rigassificatore al servizio di una centrale
termoelettrica in sostituzione di quella a carbone a Porto Torres, centrale non
necessaria sulla base degli scenari Snam-Terna, e che in ogni caso sarebbe
impossibile costruire dopo la decisione del Governo di rimandare la chiusura
delle centrali a carbone.
In generale, le aspettative sui consumi futuri di metano e
biometano sono ritenute sovradimensionate dall’ARERA perché incoerenti con
scenari europei. Aggiungo io che il solito refrain governativo sul fatto che
“ci sarà sempre bisogno del gas” è in realtà conseguenza, e non causa, della
nostra politica energetica, che prevede una garanzia di remunerazione a 50 GW
di centrali termoelettriche a gas tenute pronte a tempo indeterminato per fare
backup alle rinnovabili, come se accumuli, nuove interconnessioni di rete e
nuovi strumenti di stabilizzazione della rete non fossero in fase di
realizzazione e in parte già operativi.
L’ARERA non ha certo messo in dubbio in modo massiccio –
come credo avrebbe dovuto - il piano di Snam. Ma ha reso meno ignorabile il punto
debole della pianificazione energetica dell’attuale sistema: il fatto che gli
scenari son fatti dalle stesse aziende che hanno interesse a massimizzare gli
investimenti, non a minimizzare il costo complessivo del sistema energetico e
quindi delle bollette future.
Un problema peraltro comune nell’UE, e che il Regno Unito
sta cercando di risolvere con un nuovo soggetto pubblico (il National Energy
System Operator) di pianificazione delle reti, separato dai loro sviluppatori e
gestori.
Link
- Massimiliano Cassano su QualEnergia: https://www.qualenergia.it/articoli/arera-fa-pulci-piano-reti-gas-snam-rischio-investire-oltre-domanda/
- Delibera ARERA citata nell'articolo:
https://www.qualenergia.it/wp-content/uploads/2026/07/234-2026-R-gas.pdf