sabato 2 dicembre 2017

Le camminate (im)possibili IV - Aeroporto di Zurigo (Puntata 338 in radio il 5/11/17)

Per la serie “Camminate (im)possibili” qualche tempo fa ho sperimentato e raccontato qui (link sotto) un percorso a piedi dall’aeroporto internazionale di Fiumicino a un centro commerciale a pochi chilometri di distanza, e constatato quanto le infrastrutture stradali non fossero concepite per permettere un simile spostamento in sicurezza, né in uscita dall’aeroporto né tra il centro commerciale Da Vinci e la pur vicinissima stazione ferroviaria di Parco Leonardo.
Percorso a piedi da Nord (aeroporto di Zurigo) verso Sud

Il 30 novembre 2017 approfittando di una trasferta di lavoro ho ripetuto l’esperimento in uscita dall’aeroporto di Zurigo. Volevo vedere se i luoghi comuni sulla Svizzera ben organizzata e attenta all’ambiente – e quindi si presume ai pedoni – fossero almeno in questo caso confermabili.

Lo dico subito: purtroppo per noi, sì.

Vediamo i dettagli: il mio obiettivo era lasciare il terminal dell’aeroporto e raggiungere Glattpark, una zona residenziale e amministrativa in direzione del centro città, nell’area della cittadina-satellite di Opfikon, con destinazione un hotel a circa 5 chilometri dall’aeroporto.

Dunque esco dal terminal e con l’aiuto di Google maps vado verso Sud-Est costeggiando la zona dove si prendono i taxi. Inizialmente sono un po’ spaesato: non vedo indicazioni pedonali, temo di finire in qualche accesso ad aree tecniche senza transito.
Invece il marciapiede prosegue e dopo un centinaio di metri sono a un incrocio di piste ciclabili e pedonali con indicazioni specifiche per varie destinazioni.
Da lì in poi non faccio che percorrere piste ciclopedonali, inizialmente lungo la carreggiata verde di un tram (alternativo al treno) che collega l’aeroporto con il centro di Zurigo, carreggiata che poi attraverso tramite un passaggio a livello specifico per cicli e pedoni (è il primo che vedo in vita mia).

Passo quindi davanti a un edificio industriale con grandi vetrate che ha tutta l’aria di essere la centrale termico-energetica dell’aeroporto. Proseguo su pista lungo un’arteria stradale, dove un sottopasso permette di superare l’incrocio con una superstrada nei pressi dell’hotel Hilton, ma proprio qui – orrore – trovo in una scarpata piccole tracce di rifiuti gettati forse da ciclisti in corsa, che mi affretto a documentare con foto. Ormai il tramonto è passato (ma il disco solare già prima era dietro alle nubi). Fa un po’ freddo ed è prevista neve a breve: allungo il passo fino al mio hotel.

Trovare i rifiuti (ci sono!)
Dunque. L’esperimento dice che non è così impensabile combinare lo spostamento a piedi o in bici con un viaggio aereo. Pur di trovarsi nel posto giusto.

Gli altri episodi delle camminate (im)possibili sono qui.

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