giovedì 16 luglio 2026

Energia economica? (Puntata 729 in onda il 14/7/26)

Illustrazione di Paolo Ghelfi
Questa puntata si può ascoltare qui.

Abbiamo parlato qualche settimana fa dell’assurda metanizzazione della Sardegna decisa dal Governo lo scorso settembre e di cui l’Autorità per l’energia (ARERA) ha messo in consultazione le modalità di ribaltamento dei costi sulle bollette nazionali del gas. Forse anche come reazione a quella consultazione, l’Autorità è tornata sulla questione degli investimenti non necessari sulle infrastrutture per il gas con un atto ancora più importante, cioè lo scrutinio del piano di sviluppo delle società (principalmente Snam) che si occupano dello sviluppo e gestione della rete ad alta pressione dei metanodotti nazionali.

E lo ha fatto con significativi criticismi, benché limitati in termini di impatto economico, mettendo nero su bianco che una parte degli investimenti, che gli sviluppatori della rete hanno interesse a fare grazie alla garanzia di essere più che ripagati in bolletta, non corrisponde invece a un interesse collettivo dei consumatori d’energia.

Un articolo su QualEnergia di Massimiliano Cassano del 9 luglio analizza l’intervento di ARERA e mi ci affido per riportarne alcuni punti.

Sui 18 miliardi circa di investimenti proposti dal piano decennale per le reti gas, ARERA ne boccia circa 2,5, di cui circa 1 relativo alla metanizzazione della Sardegna.

In un caso l’ARERA si limita a mettere in evidenza la contraddizione tra gli stessi scenari energetici che Snam contribuisce a redigere e le proposte di investimento. Una parte dell’infrastruttura sarda infatti servirebbe a collegare un rigassificatore al servizio di una centrale termoelettrica in sostituzione di quella a carbone a Porto Torres, centrale non necessaria sulla base degli scenari Snam-Terna, e che in ogni caso sarebbe impossibile costruire dopo la decisione del Governo di rimandare la chiusura delle centrali a carbone.

In generale, le aspettative sui consumi futuri di metano e biometano sono ritenute sovradimensionate dall’ARERA perché incoerenti con scenari europei. Aggiungo io che il solito refrain governativo sul fatto che “ci sarà sempre bisogno del gas” è in realtà conseguenza, e non causa, della nostra politica energetica, che prevede una garanzia di remunerazione a 50 GW di centrali termoelettriche a gas tenute pronte a tempo indeterminato per fare backup alle rinnovabili, come se accumuli, nuove interconnessioni di rete e nuovi strumenti di stabilizzazione della rete non fossero in fase di realizzazione e in parte già operativi.

L’ARERA non ha certo messo in dubbio in modo massiccio – come credo avrebbe dovuto - il piano di Snam. Ma ha reso meno ignorabile il punto debole della pianificazione energetica dell’attuale sistema: il fatto che gli scenari son fatti dalle stesse aziende che hanno interesse a massimizzare gli investimenti, non a minimizzare il costo complessivo del sistema energetico e quindi delle bollette future.

Un problema peraltro comune nell’UE, e che il Regno Unito sta cercando di risolvere con un nuovo soggetto pubblico (il National Energy System Operator) di pianificazione delle reti, separato dai loro sviluppatori e gestori.

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