martedì 12 febbraio 2013

D149 - Mobilità ad alta velocità (parte 1)

Quali vantaggi ci dà un treno che collega più velocemente le città principali? Quali costi evita a fronte di quelli che costa l'infrastruttura? Quali parametri vanno presi in considerazione per una valutazione corretta?

Oggi a Derrick si parla di trasporto ferroviario, a partire da uno studio del 2011 di Paolo Beria e Raffaele Grimaldi del Politecnico di Milano, con prime valutazioni economiche dell'alta velocità italiana e in particolare dell'asse Torino-Salerno.
Lo studio, sulla base dei dati disponibili e proprie stime, mostra che soltanto la tratta Milano-Bologna si avvicina ad essere vantaggiosa in termini di resa dell'investimento. Sulla base di un'analisi che però non tiene conto dei vantaggi ambientali riconducibili al passaggio da aereo o auto al treno, i quali sarebbero in ogni caso limitati secondo gli autori, né di quelli di sviluppo dell'economia, che lo sarebbero altrettanto e di cui dirò la prossima volta.

Ciò su cui si basa lo studio è il confronto tra i costi e la domanda, intendendo con questa la disponibilità a pagare dei viaggiatori. Su cui però lo studio ha dati limitati, a causa della giovinezza dell'infrastruttura e della carenza di informazioni pubbliche (forse anche dovuta, aggiungo io, alla mancanza di un'autorità indipendente dei trasporti).

Un modo di misurare ex post la disponibilità a pagare sarebbe stato credo usare il maggior incasso medio in biglietti rispetto al servizio precedente, ma forse sarebbe stato ancor più difficile reperire i dati. Così gli autori non hanno usato il prezzo dei biglietti ma calcolato il valore del tempo risparmiato dalla somma dei viaggiatori effettivi fino al 2011, con logiche che vedremo la prossima volta.

I numeri che escono sono abbastanza sconfortanti: sulla Bologna-Firenze e sulla Roma-Napoli il valore del tempo risparmiato dai passeggeri si attesta a circa metà dei costi dell'alta velocità, mentre va molto peggio sulla Torino-Milano. Si fa quasi pari, come dicevamo, solo sulla Milano-Bologna.

Martedì prossimo riprendiamo il discorso.

2 commenti:

  1. Qualche anno fa da Torino andavo spesso a Roma al comitato dei radicali, utilizzando la linea tradizionale con carrozze cuccetta: partivo verso le 23-24, arrivavo a Roma al mattino presto e avevo tutta la giornata davanti. Stessa operazione al ritorno. Adesso, paradossalmente, mi è più scomodo con il TAV, perché o devo partire molto presto al mattino da Torino, oppure perdere la mattinata a Roma - spendendo più del doppio. D'accordo le cuccette non erano un granché, ed erano anche pericolose, però con poca spesa si potevano rendere più confortevoli e sicure.

    Mario M

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  2. Sollevi un punto secondo me centrale. Laddove l'offerta AV ha ridotto quella normale, si perde una parte del "surplus del consumatore": quello di chi usufruiva dell'offerta a bassa velocità, o tra capoluoghi di provincia, e ora non può farlo nella stessa misura, né accede all'offerta AV.

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