martedì 23 aprile 2013

D158 - Trasporto ferroviario ad alta velocità - Parte 6


Riprendo sulla valutazione economica del trasporto ferroviario ad alta velocità e in particolare sulla Torino-Lione. Di questa, nella scorsa puntata abbiamo iniziato a trattare l'analisi costi-benefici commissionata dal Governo e a cui ha sovrinteso Mario Virano, commissario straordinario per l'opera.

Abbiamo visto che il documento valuta positivamente la Torino-Lione, nella sua versione originale, sulla base di alcune ipotesi importanti. Una di queste riguarda la valutazione del traffico potenziale e futuro, e va commentata direi soprattutto su un paio di punti:

1) La crisi economica ha prodotto una discontinuità anche nella domanda di trasporto e ha reso necessario fare ipotesi su come ne sarà il trend futuro. Lo studio assume che la crisi comporti una compressione della domanda complessiva di trasporto sulla tratta Torino-Lione pari al rimangiarsi dieci anni della crescita recente, e assume che dopo la crisi il tasso di crescita torni però ad essere quello di prima. Un'ipotesi che a seconda delle nostre sensibilità può apparire ottimista, o pessimista. Di sicuro è un'ipotesi che non attribuisce alla crisi alcun innesco di cambiamento strutturale nel tasso di materialità dei consumi e del benessere né nell'intensità dello scambio tra Italia e Francia di beni pesanti e adatti a transitare tramite hub ferroviario. Punto di vista a mio avviso piuttosto miope o comunque semplicistico.

2) L'analisi, nel valutare gli effetti di cambio modale da gomma a ferro, non tiene conto degli effetti dell'avvenuto potenziamento della vecchia linea del Frejus, dove ora possono passare più tipi di container e di carri porta-tir. Lo studio stesso ammette questa lacuna, ma non la colma nell'analisi. Si conferma quindi, che io sappia (e invito chiunque abbia elementi contrari a smentirmi ringraziandolo in anticipo), che nessuna fonte ufficiale valuta come i lavori recentemente terminati sulla vecchia linea del Frejus influenzino le prospettive di traffico della nuova.

A proposito di vecchia linea. Lo studio dice una cosa identica a quella che dicono i detrattori della TAV, e cioè che la linea storica del Frejus non è satura. Afferma però che il tipo di servizi che essa può offrire (o meglio che poteva offrire prima dell'aggiornamento), e i suoi costi variabili più alti a causa della forte pendenza, non permettono di intercettare una rilevante domanda potenziale di trasporto presente e futura, né quindi di spiazzare il traffico su gomma.

Allora, provo a fare un bilancio. Il materiale che ho visto in varie puntate permette di dire che la TAV Torino-Lione è senz'altro conveniente o senz'altro sbagliata? Forse no. Un paio di  fattori della valutazione restano inevitabilmente opinabili:

-  La valutazione olistica dell'impatto ambientale e delle esternalità
-  La stima della domanda di trasporto

Ma c'è un punto che mi sembra fermo: le valutazioni con cui il Governo motiva l'opera ignorano – consapevolmente – il recente adeguamento della vecchia linea. Se è così, le analisi del Governo sono sicuramente insoddisfacenti e vanno aggiornate, ed è inquietante che la decisione di fare i lavori, benché parziali, sia comunque stata presa.

4 commenti:

  1. Ogniqualvolta ci si confronta con progetti di grandi infrastrutture non solo è importante l'analisi costi/benefici ma soprattutto se l'opera si inserisce in maniera adeguata nell'insieme delle strutture logistiche e industriali.
    In breve: se non si eliminano i veri colli di bottiglia dei trasporti una "grande opera" come il TAV valsusino o il terzo valico genovese rimangono tristi cattedrali nel deserto.
    Ma è ancor più indicativo il fatto che se da un lato si pensa alle grandi infrastrutture come unico modo per non rimanere indietro nel progresso mondiale dall'altro alcuni nodi strategici come lo scalo merci di Orbassano o i terminal ferroviari portuali genovesi vengono dimenticati.

    http://www.lastampa.it/2013/02/06/cronaca/lo-scalo-di-orbassano-per-le-ferrovie-e-di-serie-b-hauvmWCp3ORYXgQ4fWPzzH/pagina.html

    http://genova.erasuperba.it/inchieste-genova/porto-servizio-ferroviario-critiche-prospettive

    emanix@alice.it

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  2. Grazie emanix. Mia breve opinione qualitativa: pensare che queste infrastrutture siano davvero sinonimo di progresso è sempre più un errore. Questi giorni girando in auto notavo come dal Molise in su le valli appenniniche siano crivellate di assurde superstrade vecchie o in costruzione per collegare Tirreno e Adriatico. A chi servono? Non serviva di più conservarne la bellezza? Il progresso richiede di spostarsi in fretta da un mare all'altro a qualsiasi altezza della penisola?

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  3. Se ne parlerà dal vivo il 6 maggio a Milano qui:

    http://www.radicalimilano.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=7714:impatto-alta-velocit%C3%A0-costi-e-benefici-delle-grandi-opere&Itemid=101

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  4. Che poi, confidare nei governi italiani è rischioso. Il passato governicchio pubblicava e sponsorizzava un opuscolo a favore della galleria di base piemontese nel quale si sosteneva che la linea storica non fosse capace di ospitare i container per limiti di sagoma. I governanti avevano dimenticato i lavori di adeguamento della galleria storica del Frejus, operati da Unieco, che dal 2010 è in realtà al passo con i correnti standard europei. Credo che l'opuscolo con il refuso sia ancora al suo posto, pronto ad incantare schiere di spettatori ingenui e disinformati: è grave che sia offerto da un ministero.

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