Gentile Michele Governatori,
vorrei chiederle un consiglio per la scelta di un distributore o ancor meglio produttore-distributore di energia pulita gas e luce [per la casa], onde abbattere i costi energetici e non inquinare. Approfitto per ringraziarla del servizio che svolge con la rubrica.
martedì 20 gennaio 2015
Scelta del fornitore di energia III - D225
martedì 14 aprile 2020
Scelta del fornitore di energia (Puntata 434 in onda il 14/4/20)
Un primo consiglio che posso dare è di allontanare qualunque promotore che al telefono o di persona leghi questioni di "contatore" ad altre di "bollette" o di contratto di fornitura.
Dopo il fatto ho provato invano ad avere assistenza tramite la chat nel sito di Eni Gas e Luce, e successivamente con un contatto diretto sono riuscito a parlare con l'azienda, che mi ha ringraziato per la segnalazione e, tramite una mail dall'ufficio stampa, ha affermato di non tollerare simili comportamenti e che:
“Le linee guida dell’azienda sulla trasparenza e sulla correttezza commerciale ed etica verso il cliente parlano chiaro, sono ampiamente illustrate nei corsi di formazione organizzati dalla Società, e non seguirle, come in questo caso, rappresenta una scelta arbitraria e scorretta da parte degli agenti. Eni Gas e Luce censura e dunque sanziona in maniera ferma e decisa tali comportamenti sui quali non si può e non si deve in alcun modo soprassedere.”
A parte il consiglio specifico che davo sopra, come si può cercare di evitare venditori scorretti?
Ho sentito in collegamento Antoine Arel, amministratore delegato di Selectra, l'azienda che gestisce il sito luce-gas.it:
Quindi attenzione anche con i gruppi d'acquisto a cosa succede alla fine della validità dell'offerta iniziale.
Grazie per questa puntata a Eni Gas e Luce e Antoine Arel di Selectra.
Link
- Tutte le puntate di Derrick sulla scelta del fornitore:
http://derrickenergia.blogspot.com/search/label/Scelta%20del%20fornitore - Il portale offerte energia di Acquirente Unico:
https://www.ilportaleofferte.it/portaleOfferte/ - La piattaforma commerciale di scelta del fornitore di Selectra: https://luce-gas.it/ e il gruppo d'acquisto di cui parla Arel nell'intervista: https://luce-gas.it/sicurinsieme
martedì 26 gennaio 2021
Voltura e cambio di fornitore energia (Puntata 470 in onda il 26/1/21)
| Interruttori nella centrale idroelettrica di Riva Del Garda (Dolomiti Energia) |
La prima è la procedura per attribuire a un nuovo cliente un
contratto attivo senza terminarlo, il secondo invece è lo spostamento di un’utenza
da un fornitore all’altro. Cosa che, lo sappiamo, grazie alle regole del
mercato liberalizzato è piuttosto semplice e non richiede più nemmeno di recedere
esplicitamente dal fornitore precedente perché fa tutto quello nuovo. (In realtà
alcuni anni fa mi è ancora capitato che un ex fornitore mi scrivesse per
chiedermi una penale di mancato recesso, ma si è messo il cuore in pace con
sospetta prontezza appena gli ho risposto che era illegittimo).
Il cambio di fornitore interfacciandosi solo a quello
entrante è indubbiamente comodo, e salvo casi patologici non ha alcun effetto
collaterale. I casi patologici sono i venditori truffatori che cercano di carpirci
abbastanza informazioni per potersi sostituire a noi nella conclusione di un
nuovo contratto. Per questo, lo dico nel caso ci siano nuovi ascoltatori ancora
poco smaliziati, occorre non far vedere mai una bolletta con il numero dell’utenza
o del contatore a qualcuno salvo che non lo si voglia come fornitore. Ricordo
anche, a rischio di essere noioso, che per lo stesso motivo non è il caso di far
accedere al proprio contatore nessuno che non abbia il tesserino della società
di gestione della rete locale, che non può più condividere il nome con nessun fornitore
di energia.
Bene, ma, caveat a parte, c’è un’operazione commerciale piuttosto
banale e utile alla concorrenza che non è ancora possibile: la voltura con
cambio di fornitore contestuale.
Per esempio: compro o affitto un appartamento e voglio sia
subentrare come cliente di quell’utenza sia scegliere un fornitore diverso da
quello che aveva il precedente proprietario o inquilino. Oggi non si può fare:
occorre prima entrare con il fornitore attuale chiedendogli la voltura, e poi cambiare
fornitore. Con il rischio che quello uscente, come ultimo gesto temendo di
averci già virtualmente persi come clienti, ci faccia pagare il servizio di
voltura, talvolta anche piuttosto caro. Una classica clausola vessatoria del
contratto a cui normalmente non si fa caso quando si sceglie un fornitore.
Ebbene, l’ARERA, Autorità per l’energia, ha messo in
consultazione una proposta per eliminare questo ostacolo alla facilità di
concorrenza. Si potrà fare voltura contestuale a cambio di fornitore.
I fornitori che hanno ancora relativamente pochi clienti saluteranno
certamente con soddisfazione l’iniziativa, anche se probabilmente qualche
piccolo rischio riguarderà la maggiore difficoltà per i fornitori stessi di
proteggersi dal cosiddetto “turismo energetico” degli insolventi, che tentano
di passare da un fornitore all’altro senza pagare il precedente e che, usando
magari un prestanome, potrebbero dileguarsi dai debiti con più facilità
cambiando fornitore e nominativo nello stesso tempo.
Inutile dire che gli insolventi finiscono in un modo o nell’altro
per pesare sulle bollette di chi le onora, e che quindi c’è da augurarsi che
tutti i meccanismi ragionevoli per poterli isolare vadano a buon fine.
Link
- Documento di consultazione rilevante dal sito dell'ARERA: https://www.arera.it/it/docs/20/586-20.htm
- Tutte le puntate di Derrick sulla scelta del fornitore energia:
http://derrickenergia.blogspot.com/search?q=scelta+del+fornitore
sabato 21 luglio 2018
Scelta del fornitore energia, la concorrenza tra gli strumenti d'ausilio (Puntata 365 in onda il 24/7/2018)
| Un serbatoio di gas naturale in stato liquido (ringrazio per il permesso all'uso della foto il gruppo Dolomiti Energia) |
E ringrazio Antonio Sileo di avermi segnalato il caso delle Marche, il cui consiglio regionale ha approvato addirittura all’unanimità il 17 luglio 2018 una norma presentata già nel 2016 e che istituisce un’agenzia (con un nome-acronimo da partecipazioni Statali anni Sessanta: URAE) destinata a “individuare con criteri d’acquisto trasparenti il venditore con la migliore offerta sotto il profilo economico, di trasparenza e qualità del servizio”. Nientepopodimeno. Nemmeno sfiorata, l’unanimità dei consiglieri regionali delle Marche, dal dubbio che per esempio la qualità del servizio e il prezzo potrebbero essere leve concorrenti, e che il giusto mix dipenda da cosa vuole il singolo consumatore. Tutt'altro: l’URAE deciderà il “migliore fornitore” per tutti. E visto l’andazzo va ringraziato di non obbligare i cittadini a servirsene.
Forse sta iniziando una stagione in cui la sola concorrenza che piace ai legislatori è quella tra strumenti di controllo dell’economia?
- Il portale offerte energia di Acquirente Unico: https://www.prezzoenergia.it/portaleOfferte/
- La norma del consiglio regionale delle Marche ora approvata che istituisce l'URAE: http://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/iter_degli_atti/pdl/pdf/pdl88_10.pdf
- Articolo di Staffetta Quotidiana in materia (a pagamento): http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?ID=285841
- Alcune puntate di Derrick sulla scelta del fornitore energia: https://derrickenergia.blogspot.com/search/label/Scelta%20del%20fornitore
sabato 4 marzo 2023
Telefonate moleste in occasione del cambio di fornitore energia (Puntata 566 in onda il 7/3/23)
![]() |
| Treno turistico a Busan (Foto Derrick) |
Vi racconto ora il tipo di telefonate che ho ricevuto nell’imminenza
del cambio e nei giorni successivi.
Intanto quelle del sedicente vecchio fornitore. Dico
sedicente perché non è mai facile capire se una telefonata viene dall’ufficio
commerciale di un operatore o da agenzie esterne che gli procacciano contratti
o da puri millantatori. Ebbene: nei giorni prima del cambio il sedicente
vecchio fornitore mi ha proposto di restare, al che ho declinato. Nei giorni
successivi mi ha proposto di tornare anticipando offerte strepitose che non ho
ascoltato (ma che avevano la struttura di prezzi variabili – cioè agganciati al
prezzo spot all’ingrosso) con un ricarico e una quota fissa commerciale annuale
come ormai sembra inevitabile in tutte le offerte di mercato.
Fin qui il mio commento è che se gli operatori hanno così
tanta energia da spendere per riprendermi con loro non si capisce perché non ne
usino una frazione per evitare di perdermi. E non è vero che non potessero nel
mio caso discernere che in effetti me ne sarei andato.
Ma la telefonata più grave l’ho ricevuta da una persona che
ha detto di chiamarsi Antonella Brianza, sedicente dipendente di Areti (quest’azienda
la cito perché è il monopolista della distribuzione elettrica a Roma, in regime
regolato) che verso la fine di febbraio ha detto che risultava al distributore
una richiesta di passaggio di fornitore anomala e mi ha offerto di bloccarla.
Bloccandola, attenzione, non sarei tornato al vecchio fornitore bensì passato,
indovinate a quale gruppo. Ecco, avete indovinato.
Ora, qui le anomalie sono oltre ogni immaginazione: intanto
non si capisce che c’entri il distributore elettrico locale, il cui gruppo non
è tra l’altro né il mio vecchio fornitore né il nuovo, con un passaggio di
fornitura del gas. Poi, non si capisce come questa persona sapesse del mio cambio
di fornitore gas.
Mi ha infine oggi chiamato un signore che dice di lavorare
per il nuovo fornitore. Ha detto che sarebbe felice di vendermi una caldaia a
condensazione facendomela pagare a rate in bolletta. Gli ho risposto che non m’interessa
e che anzi sto per rinunciare del tutto al gas anche per riscaldare l’acqua
sanitaria.
Ora, cosa imparo da questa mia esperienza? Che i fornitori uscenti oppure i distributori locali non prestano alcuna attenzione nel mantenere riservate le informazioni sui clienti che cambiano fornitore, e che non c’è alcuna possibilità di sapere per chi lavora davvero chi ci chiama. Nella mia esperienza, quasi sempre se chiedo una mail con la copia di un documento di riconoscimento di chi chiama la persona mette giù. L’unica reazione razionale quindi purtroppo è: chiedere di passare a una videochiamata con ostensione di documento o buttare direttamente giù il telefono e comunicare solo con altri canali tracciabili.
Link
- Tutte le puntate di Derrick sulla scelta del fornitore d'energia
(in ordine anticronologico: occorre scendere per vedere quelle precedenti a questa):
http://derrickenergia.blogspot.com/search/label/Scelta%20del%20fornitore - Eccezionalmente di questa puntata è disponibile il video qui: https://youtu.be/pa5eZFusVFU
- Il registro pubblico delle opposizioni per le chiamate di marketing:
https://cittadino.registrodelleopposizioni.it/ - Il sito "Difenditi così" di AGCM e ARERA: https://www.difenditicosi.it/
martedì 1 marzo 2016
Ancora sulla scelta del fornitore d'energia - D267
La gente dice spesso che qualcosa li ha cambiati completamente, un’esperienza un libro, una persona, ma se uno lo conosci da prima ti accorgi che non è poi cambiato così tanto.
| Il mio contatore elettrico. Il vostro lo interrogate mai? |
domenica 9 agosto 2020
Se questo è marketing (Puntate 444 e 448 in onda il 7/7 e 11/8/20)
| Un tetto a Roma (Diritti riservati Derrick) |
Va beh, mi ero detto, vedrai che la grande compagnia telefonica si farà viva prima dello switch per fornirmi tutte le informazioni e convincermi a restare con lei. In fondo, sarei un nuovo cliente, visto che prima le bollette le pagava l’azienda, e se Dio vuole oggi un cliente – anche se in questo caso almeno inizialmente “captive”, cioè obbligato, - può cambiare facilmente fornitore, e quindi ha senso accoglierlo bene e convincerlo a restare prima che s’involi.
Avevo già chiuso il capitolo, quando indovinate chi inizia a
chiamarmi allo stesso numero? Un’agenzia che lavora per la grande compagnia che
mi aveva appena perso come cliente. Telefonate pressanti da parte di una
persona corretta ma con un italiano approssimativo che rendeva difficili i
chiarimenti e involontariamente sgarbato il tono, per propormi di tornare col
vecchio fornitore a un prezzo a sconto di un euro al mese rispetto al nuovo. Cioè: la stessa compagnia prima mi proponeva 6 euro al giorno, ora 7 al mese.
Accetto di ricevere una
mail dopo aver comunicato alcuni dati anagrafici, la apro e non riesco malgrado
la buona volontà a leggere un contratto né a capire quanto durerebbe la nuova
offerta, che è tagliata apposta per chi se n’era andato verso quel determinato
operatore nuovo.
Sapete cosa ho fatto alla fine? Sono rimasto con il nuovo.
Non mi fido più del vecchio. E mi chiedo: non è strano che il grande operatore
non abbia cercato inizialmente di convincermi a restare a un prezzo magari un
po’ più alto del nuovo, a fronte della maggiore qualità che la sua grande struttura
dovrebbe permettergli? Che strategia è prima ignorarmi, spingermi
di fatto alla concorrenza e poi cercare di riprendermi sbracando sul prezzo?
Che messaggio è? E perché non capisci, grande operatore telefonico, che un’agenzia
di vendita ti può essere esterna quanto vuoi, ma se vende il tuo prodotto io
finisco per identificarla con te, e quindi dovrebbe avere gli stessi standard
di qualità di interazione che ha il tuo customer care. È una parola che odio,
superficiale e abusata, ma sto per usarla: non è che un po’ di buon senso e di
coerenza nelle politiche commerciali farebbe meglio di tanto marketing?
All’università non ho mai sostenuto un esame di marketing perché mi sembrava una materia banale. Sarà per questo che ora io ignorante penso che questi miei fornitori del settore delle utility, come tanti altri, se non tutti, facciano politiche commerciali incomprensibili.
Link
- Tutte le puntate di Derrick sulla scelta del fornitore d'energia:
http://derrickenergia.blogspot.com/search?q=scelta+del+fornitore
domenica 19 marzo 2017
I rompiscatole dell'energia (Puntate 305-307)
In un centro commerciale a Guidonia (Roma) io e mia moglie siamo stati, come dire, assaltati da tre ragazzini che vendevano contratti [del principale operatore di energia elettrica]. In pratica hanno messo una penna in mano a mia moglie dicendo che doveva assolutamente firmare un foglio per chiedere [al fornitore] di abbassare la tariffa dell'energia elettrica di casa. A questo punto sono dovuto intervenire per far capire alla mia consorte che in quel momento stavano vendendo un contratto […] in cui dalla tariffa protetta si passava al libero mercato (ho fatto lo spavaldo e ho sciorinato un po' di sapienza "energetica" avendo ascoltato le tue trasmissioni...).
La questione è che questi ragazzini non davano […] quelle informazioni minime che sono indispensabili per poter scegliere, con cognizione di causa, se aderire o meno all'offerta commerciale. Il prodotto è stato offerto come una richiesta […] di abbassare la tariffa, non parlando di cambio di contratto, di tariffa protetta o di libero mercato.
Solo a una mia domanda specifica, ripetuta tre volte, il venditore ha ammesso che la firma su quel foglio e l'adesione all'offerta significava passare dalla tariffa protetta a quella di libero mercato. E non ha saputo neppure spiegare cosa questo potesse significare in caso di oscillazione dei prezzi dell'energia […].
Dopo tre giorni si è ripetuta la stessa cosa. Questa volta a casa mia, al telefono, verso le 21.00. L'operatrice questa volta lavorava per [il principale operatore del gas], ma le modalità sono state le stesse. Il contratto riguardava la vendita di gas, spacciata come una richiesta formale all’operatore di abbassare la tariffa.
[…] Ho domandato se mi stava vendendo un nuovo contratto, di libero mercato, ha ammesso di sì, ma che questo sarà comunque automatico a partire dal 2018, per cui è meglio farlo prima...
Caro Michele, ma che sta succedendo? A parere mio questa condotta è ai limiti della truffa e andrebbe denunciata all'Autority.
Che ne pensi?
Caro Giuseppe. Sì: penso che si tratti di truffe tentate da promotori di operatori energetici, soprattutto (anche nell’esperienza mia personale) dei principali e ex monopolisti. Verosimilmente le aziende energetiche coinvolte non inducono questi comportamenti nei loro venditori, ma sono decisamente recidive nell'incapacità di evitarli.
| Un dipinto del 1938 di Carlos Enriques fotografato da Derrick a l'Avana |
Un nuovo strumento di scelta facilitata: la "tutela simile"
l’Autorità per l’Energia ha recentemente introdotto una piattaforma, accessibile solo sul web, dal nome un po’ strano “Tutela simile” - che non a caso una conduttrice televisiva ha storpiato in tutela “smile” - e che permette a chi è nella tariffa standard (la tutela vera e propria) di scegliere tra offerte per l’elettricità di molti operatori, rimanendo nell’alveo di un contratto definito dalla stessa Autorità e uguale per tutte le offerte.
- Altre puntate di Derrick sulla scelta del fornitore domestico d'energia
- Sportello del consumatore (a cura dell'Autorità per l'Energia): 800166654
- Il portale per scegliere un'offerta di "tutela simile"
martedì 10 maggio 2011
La scelta del fornitore di energia domestico - D86
domenica 4 luglio 2021
Truffatori con tesserino Acea (Puntata 490 in onda il 6/7/21)
| Senso unico alternato pedonale a Praga (copyright Derrick) |
attualità, almeno a Roma dove chi scrive vive.
Come al solito
la truffa si basa anche sulla confusione tra la società di vendita (in questo
caso Acea Energia) e quella di gestione di rete e contatore (in questo caso Areti).
Il che rende l’inganno facile da riconoscere: se qualcuno che non abbia un
tesserino Areti e non abbia avvisato in anticipo della visita vi parla di
contatore è quasi certo che sia un truffatore e fate bene a chiudergli la porta
in faccia. Allo stesso modo non vanno mai mostrate bollette né forniti i dati
della propria utenza, perché questo facilita eventuali attivazioni di forniture
non desiderate.
Ho proposto
all’ufficio stampa di Acea di intervistare qui a Derrick l’amministratore
delegato, ma l’azienda ha preferito mandarmi un comunicato stampa, pubblicato
integralmente qui sotto, che riferisce dei tentativi di
controllare la qualità di queste agenzie, di come talvolta si tratti di
semplici millantatori che usano il tesserino in modo fraudolento e di come in
caso di nuovi contratti l’azienda verifichi che non siano involontari, cosa quest’ultima
ottima.
Ma mi chiedo
se al marketing di Acea tengano anche in conto il danno rispetto a tutti i
potenziali clienti che non cadono nel tranello e semplicemente osservano
truffatori con il tesserino aziendale in azione mentre cercano di confondere
soprattutto gli anziani e le persone più in difficoltà.
Se io fossi
Acea, e fossi intenzionato a mantenere una reputazione commerciale decente,
farei l’impossibile per non confondermi con queste pratiche. Per esempio
chiudendo il canale door to door, se non su appuntamento e con personale verificabile
dal cliente. Cosa impedisce di imporre modus operandi corretti e di mandare
propri ispettori? E se l’azienda non ci riesce, cosa aspetta a comunicare
pubblicamente a clienti e potenziali clienti come riconoscere i truffatori?
(Ripeto: nel mio caso tutte le persone con tesserino Acea che mi hanno suonato nell’ultimo
anno usavano metodi truffaldini, e verosimilmente non tutti millantavano il mandato.
Per cui, se le agenzie serie esistono, qualcuno deve aver raccomandato loro tassativamente
di non suonare alla mia porta).
Acea Energia è parte del gruppo energetico del comune di Roma. I sostenitori delle partecipazioni pubbliche ritengono che un servizio essenziale debba essere operato da aziende controllate dal pubblico per garantirne qualità ed equità, e questa è tipicamente la ragione politica per giustificare che con la mia IMU o la mia addizionale comunale il Comune partecipi in un’azienda. Il che fa di me, indirettamente, un’azionista. In questa veste mi arrogo la responsabilità di affermare che il management di Acea e il Comune di Roma hanno una grave responsabilità per non essere intervenuti efficacemente sui tentativi di truffe porta a porta in nome di Acea.
Ma anche gli azionisti privati dovrebbero preoccuparsi di una dissipazione di credibilità di questo tipo.
I microfoni di Derrick restano aperti.
Link e allegato
- Tutte le puntate di Derrick sulla scelta del fornitore di energia e su come proteggersi dalle truffe: http://derrickenergia.blogspot.com/search/label/Scelta%20del%20fornitore
lunedì 27 giugno 2022
Difenditi così (Puntata 534 in onda il 28/6/22)
Potrebbe
essere troppo tardi, ma finalmente un’iniziativa informativa congiunta dell’Autorità
dell’energia e dell’Antitrust affronta espressamente il problema delle telefonate
aggressive e spesso fraudolente di venditori di energia.
Nasce infatti un
sito web chiamato in modo piuttosto diretto “Difenditi Così” (più farraginoso invece
il testo della home page che non risparmia le solite “d” eufoniche in eccesso)
pieno di informazioni utili e di link a strumenti importanti alcuni dei quali
già da tempo attivi come il “trovaofferte” gestito dalla stessa Autorità con
Acquirente Unico.
Leggere Difenditi
Così (il cui link è naturalmente anche qui sotto) è utile anche per proteggersi
dai venditori porta a porta, che nella mia esperienza sono spesso altrettanto
scorretti dei telefonatori, come ho più volte testimoniato qui anche grazie all’aiuto
degli ascoltatori.
Dicevo che
potrebbe essere tardi rispetto alla credibilità della concorrenza al dettaglio
nell’energia. Io sono il primo in effetti a sentirmi deluso da un mercato dove nel
caso migliore riesco a scegliere un fornitore dal prezzo aggressivo ma ne vengo
scaricato dopo un anno o se va bene due. Nel caso peggiore, mi vendono un
prezzo e pago poi componenti aggiuntive inaspettate. Le telefonate e scampanellate
moleste o apertamente truffaldine hanno fatto poi il resto.
Ma ci si è messo anche l’assetto del mercato (e qui è colpa del legislatore),
che ancora conserva il monopolio delle ex municipalizzate elettriche nel
fornire l’offerta standard di “Maggior tutela”, benché altre offerte di facile
confrontabilità siano già previste da parte di tutti i fornitori. Un monopolio che
ha anche portato, nel caso clamoroso di Enel e Acea, a una pesante condanna
dell’antitrust di cui abbiamo già parlato qui a Derrick (link sotto).
Anche sotto
questo aspetto però finalmente qualcosa sta cambiando. Con aste disegnate dall’Autorità
per l’Energia i clienti-piccole imprese con potenze di consumo elettrico maggiori
di 15 kW che avevano in precedenza diritto alla tariffa di tutela sono stati già
spostati all’inizio del 2021 verso fornitori selezionati sulla base dell’economicità
per il cliente. Stessa cosa che sta per avvenire per le microimprese con potenze
minori (per cui la “tutela” finisce a inizio 2023). Per le forniture domestiche
invece il passaggio sarà a inizio 2024.
Per i milioni
di microimprese che devono lasciare la “tutela” quest’anno, l’Autorità ha già lavorato
a un nuovo disegno delle aste, che prevede un processo di gara multisessione al
ribasso con cui vari lotti di clienti sul mercato nazionale passeranno ai
fornitori più competitivi (e con caratteristiche generali di affidabilità), con
anche un limite antitrust sulle assegnazioni per evitare che pochissimi si
spartiscano il mercato. A differenza dell’asta della prima tranche già passata
al mercato, stavolta non si prevede un prezzo minimo di remunerazione dei
fornitori, e quindi l’esito potrebbe rivelarsi ancora più conveniente per i
clienti. Almeno per i quattro anni durante i quali i fornitori assegnatari devono
mantenere le condizioni economiche esito dell’asta.
Quattro anni
senza pensieri ma usufruendo di un prezzo competitivo non è male. Una sorta di
concorrenza passiva in cui i clienti non devono fare nulla ma che permette lo
stesso di giovarsi della competizione dei fornitori per contenderseli.
Vedremo come andranno le aste. E vedremo se la politica rispetterà i tempi previsti dalla legge per il passaggio anche dei clienti domestici, dopo che in passato ci sono stati più di un rinvio.
Link
- Il sito "difenditi così" di ARERA e AGCM: https://www.difenditicosi.it/
- La puntata di Derrick sulle sanzioni dell'Antitrust per abusi da parte di aziende monopoliste della "tutela": http://derrickenergia.blogspot.com/2019/01/sanzioni-antitrust-enel-e-acea-per.html
- Tutte le puntate di Derrick sulla scelta del fornitore di energia (in ordine anticronologico): http://derrickenergia.blogspot.com/search/label/Scelta%20del%20fornitore
domenica 28 febbraio 2021
Digitalizzazione: PA batte privati? (Puntata 475 in onda il 2/3/21)
| Scheda madre di un laptop |
Pessima esperienza invece con alcune banche e con le Poste a
seguito di una successione di cui io sono co-erede: procedure bizantine, lentissime,
richieste a mio avviso vessatorie di bolli inutili, in cui sembra quasi che il mondo
impiegatizio privato punti a darsi importanza inventando complicazioni
burocratiche che le norme e l’evoluzione del settore pubblico stanno tentando con
un successo almeno parziale di ridurre.
Sempre tornando al settore pubblico, il sito di Agenzia
delle Entrate gestisce in modo completo tutta la fatturazione elettronica
attiva e passiva, fornendo anche un archivio gratuito delle fatture, che
vengono dispacciate dal sistema stesso. Forse un po’ farraginosa la navigazione
finché non s’imparano gli schemi, e decisamente superate le interfacce grafiche
delle app da scaricare, ma sempre meglio dello stile confuso, informale e
giovanilista che sembra il faro di buona parte delle interfacce web private (a
me, al secondo punto esclamativo passa la voglia di comprare qualunque cosa) se
si escludono i giganti del web o aziende con esperienza online ultraventennale come
Fineco.
Un anacronismo a mio avviso nel sistema delle fatture
elettroniche AdE però c’è, ed è la necessità di firma digitale “qualificata” per le
fatture verso la pubblica amministrazione.
Ora, se questo sistema di crittografia a chiave pubblica
aveva senso prima dell’esistenza della SPID, ora non capisco quale sia la ratio
di chiedere a un cittadino che si è già loggato con SPID di produrre un’ulteriore
prova dell’autenticità di ciò che manda, peraltro solo per un determinato tipo
di documento.
Stupito della cosa, ho cercato in rete e constatato che
quasi tutte le modalità di dotarmi di capacità di firmare digitalmente passano
per l’abbonamento a servizi che di norma richiedono l’uso di un lettore di
smart card e una smart card, per giunta quest’ultima con validità limitata nel
tempo.
Sono ignorante in informatica, e davvero non capisco perché
la disponibilità di una chiavetta fisica renda più sicura l’identificazione
rispetto al doppio controllo previsto in modalità SPID (password e codice di
verifica sul telefonino). Possibile che posso fare bonifici, dichiarazioni
fiscali identificandomi con SPID ma non spiccare una fattura alla PA?
Incaponitomi a non voler acquistare una forma di identificazione abbastanza obsoleta rispetto alla SPID che dovrebbe essere valida sempre con la PA, ho cercato in rete finché non ho trovato da un solo fornitore, Namirial, un servizio di firma digitale usa-e-getta basato su SPID. L’ho usato e con una spesa minima ho potuto subito firmare una fattura e inviarla a un mio cliente occasionale della PA. Un altro servizio simile, del fornitore Lettera Senza Busta, permette di firmare documenti a distanza, ma solo attraverso una procedura iniziale di riconoscimento online che io trovo ridondante per chi ha già la SPID, mentre può essere interessante per chi non ce l’ha.
martedì 24 aprile 2018
Come non trattare i clienti energia (Puntata 354, in onda il 24/4/18)
| Casa a Cohasset (Massachusetts, USA) fotografata da Derrick |
Bene, la nostra lettera prosegue annunciando la nuova componente materia prima unilateralmente proposta dal fornitore e che sarà valida per i successivi due anni.

